Dente da latte rotto o spezzato: come comportarsi?

I traumi ai denti da latte rappresentano un caso molto frequente e hanno un’incidenza maggiore rispetto ai traumi sui denti permanenti, soprattutto nella fascia tra i 2-3 anni.

Quali sono le cause dei traumi ai denti da latte?

Le cause dell’evento traumatico sono diverse e dovute a:

Fattori esterni

  • apprendimento della posizione eretta
  • inizio della deambulazione
  • aumento dell’attività ludica

Fra le cause più frequenti di traumi (non intenzionali) ci sono, infatti, le cadute accidentali mentre i bambini giocano, litigano con qualche altro bambino o sbattono contro oggetti contundenti.

Fattori della sfera orale

  • anomalie dento-scheletriche
  • protrusione dentale eccessiva
  • abitudini viziate
  • respirazione orale
  • succhiamento del dito/labbro/ciuccio

Il principale fattore di rischio per i traumi ai denti da latte è la protrusione dentale (ovvero quando i denti anteriori sporgono eccessivamente) associata a incompetenza labiale (quando gli incisivi superiori risultano sempre evidenti e le labbra, corte, rispetto ai denti).

Ma anche le cause comportamentali hanno un ruolo molto importante. Per esempio, i bambini ipercinetici o con difetti di attenzione sono molto più esposti al rischio di traumi dentali. Infine, mordere penne e matite e tenere oggetti in bocca incrementa il rischio.

Come si classificano i traumi dentali?

L’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) ha stilato la seguente classifica, secondo la sede e il tipo di tessuto lesionato, distinguendo in frattura

  1. dello smalto;
  2. dello smalto e della dentina;
  3. dello smalto e della dentina con interessamento della polpa dentaria;
  4. corono-radicolare
  5. della radice

Inoltre, i traumi possono riguardare anche i tessuti di sostegno del dente (tessuto osseo, legamento e gengiva).

È possibile prevenire i traumi ai denti da latte?

Sì, è possibile e anche molto importante. La prevenzione, infatti, ha l’obiettivo di ridurre dolori, problematiche funzionali ed estetiche. Le misure di prevenzione si dividono in:

  1. Primaria: evita che un soggetto sano subisca un trauma ai denti. Come? Mediante una corretta informazione rivolta a genitori e insegnanti per ridurre gli episodi traumatici a casa e a scuola.
  2. Secondaria: è date dalle manovre che vengono attuate quando il trauma si è ormai verificato; quindi, ha l’obiettivo di ridurre eventuali complicanze. In che modo? Tramite l’intervento tempestivo dell’odontoiatra, la diagnosi precoce e un corretto trattamento del trauma.

Come comportarsi in caso di traumi dentali?

I traumi ai denti da latte vanno sempre considerati un’emergenza. Pertanto, bisogna portare tempestivamente il bambino da un odontoiatra o dentista pediatrico.

Il dentista, o l’odontoiatra pediatrico, si occuperà di raccogliere informazioni sull’evento traumatico (anamnesi), effettuare un esame extra ed intra-orale e tutti gli esami strumentali-radiografici che occorrono per stabilire un piano di trattamento adeguato.

Il trattamento più adeguato solo dopo la visita dentistica

Solo in seguito alla visita del dentista si può stabilire il trattamento più adeguato e la prognosi dei denti che hanno subito il trauma, dei tessuti di sostegno e dei denti definitivi ancora in formazione.

Molto spesso, se il trauma interessa solo lo smalto dentale, il professionista procede con la lucidatura di eventuali bordi taglienti, così da evitare lacerazioni del labbro e viene comunque consigliato un monitoraggio nel tempo.

Se invece il trauma interessa più strutture, il dentista attua i protocolli specifici in relazione alla specifica situazione clinica e consiglia di effettuare controlli successivi. Questi servono a escludere il rischio di necrosi tardive, ovvero che il dente diventi scuro o che compaia una bollicina sulla mucosa sovrastante (fistola), indice dell’insorgenza di infiammazione.

Quando il trauma causa lo spostamento del dente da latte dalla sua posizione originaria, bisogna solo attendere il naturale riposizionamento.

Se invece la posizione del dente interferisce con la normale chiusura della bocca si dovrà procedere al riposizionamento manuale seguito da splintaggio (blocco).

In caso di avulsione (ovvero di perdita completa), invece, il dentino da latte non viene reimpiantato per non rischiare di danneggiare il dente permanente sottostante.

Talvolta, oltre al dente coinvolto, può essere danneggiato anche il dente definitivo in formazione sotto a quello da latte. In tal caso, l’odontoiatra interviene per ridurre al minimo eventuali complicanze sul dente definitivo.

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