Traumi dentali: come affrontare quelli sui denti permanenti?

I denti possono incrinarsi, scheggiarsi e spezzarsi per varie ragioni. Secondo le stime del Ministero della Salute, la frequenza di eventi traumatici che prevedono il coinvolgimento di denti e faccia è in aumento. Questi traumi dentali possono interessare i denti, i loro tessuti di supporto, l’osso circostante, oppure coinvolgere tutte queste parti.

Dove e perché si verificano i traumi dentali?

Gli eventi traumatici responsabili di queste lesioni possono verificarsi:

  • in ambiente domestico (scale, pavimento bagnato, spigoli);
  • in ambiente scolastico;
  • durante l’attività sportiva;
  • durante il tempo libero (uso di bicicletta, skateboard, pattini, monopattino, etc.);
  • in luoghi pubblici (lavori in corso, incidenti stradali, etc.).

Il soggetto maggiormente a rischio è di sesso maschile, in età scolare e pratica attività sportiva. Tra gli altri fattori di rischio di traumi dentali nei bambini, è da ricordare la presenza di denti anteriori sporgenti, una condizione che può essere  correlata alla suzione del dito o del succhiotto, specialmente se si protrae oltre i 3-5 anni di età.

È possibile prevenire i traumi dentali?

Le Linee Guida Nazionali del Ministero della Salute per la prevenzione dei traumi in età evolutiva raccomandano di:

  • sospendere la suzione non nutritiva (succhiotto, dito, labbra, lingua) entro i 3 anni;
  • consultare un esperto in ortodonzia se i denti superiori sono molto sporgenti (tanto da impedire al bambino di chiudere correttamente le labbra) per valutare se è necessario correggere il problema con un apparecchio ortodontico e riportare i denti nella posizione corretta;
  • incentivare l’uso di dispositivi di sicurezza, come il paradenti, negli sport che comportano contatto fisico o pericolo di cadute.

Come comportarsi in caso di trauma dentale?

Prima di tutto, è opportuno tranquillizzare il bambino o il ragazzo, che potrebbe essere spaventato e dolorante, senza minimizzare l’accaduto. Oltre al trauma dentale, si potrebbe verificare un sanguinamento, poiché le mucose delle labbra e della lingua sono ricche di vasi sanguigni. Si pulisce delicatamente la ferita con una garza imbevuta d’acqua o un fazzoletto pulito inumidito, dopodiché si cerca di intuire quanto accaduto.

È importante, inoltre, controllare se:

  • il dente rotto e/o i denti accanto si muovono o se hanno cambiato posizione;
  • il frammento di dente che si è staccato è rimasto all’interno del labbro o della lingua;
  • è presente un sanguinamento dall’interno del dente fratturato.

In uno di questi casi è necessario recarsi il prima possibile dal dentista o al Pronto Soccorso.

Cosa fare in caso di rottura di un dente permanente?

In caso di scheggiatura o rottura del dente, è bene cercare, o chiedere che venga cercato, il frammento che si è staccato, che potrà essere rincollato dal dentista. Tuttavia, per conservare intatti il suo colore e le sue caratteristiche, occorre mantenerlo idratato in soluzione fisiologica, latte o saliva.

È sempre indicata una visita tempestiva dal dentista, che potrà valutare attentamente la situazione e riscontrare eventuali problematiche non visibili dall’esterno, come una perdita di vitalità del dente, una frattura della radice o dell’osso circostante o ripercussioni all’articolazione della mandibola.

L’Odontoiatra indagherà la dinamica dell’incidente ed effettuerà una visita accurata del bambino, osservando il dente fratturato, i denti adiacenti, le ossa e le gengive, servendosi anche di radiografie. In tal modo, potrà effettuare una diagnosi adeguata, stabilire una prognosi e strutturare un piano di cura e di monitoraggio.

Il dente è caduto: cosa fare?

Nel caso di un trauma che ha causato la caduta di un dente permanente, esso può essere reimpiantato, ma è necessario seguire delle indicazioni:

  • recuperare il dente, senza toccare la sua radice con le dita, perché è ricoperta dal legamento parodontale, che non deve essere danneggiato;
  • non sfregare il dente;
  • entro 15 minuti al massimo, immergere il dente in soluzione fisiologica o saliva. Nel caso in cui non si disponga di un contenitore, il dente può essere tenuto in bocca, tra la guancia e i denti, in modo che il dente e il legamento parodontale rimangano idratati.
  • recarsi immediatamente dal dentista o al Pronto Soccorso.

Il dentista può reimpiantare il dente permanente e fissarlo con un filo ortodontico che verrà mantenuto per circa 2-4 settimane. Sarà prescritta una terapia antibiotica e, nel caso di contatto con la terra, sarà raccomandata una vaccinazione antitetanica. Inoltre, è indicata una dieta morbida e semi-liquida e uno stretto monitoraggio con visite dal Dentista e radiografie del dente ogni 3 mesi, per i primi 12 mesi.

Se il dente permanente viene reinnestato dopo più di un’ora dal trauma o viene conservato senza idratazione per più di 15 minuti, le possibilità di successo del reimpianto diminuiscono, ed aumentano, invece, le possibilità di complicanze.

Il reimpianto di un dente caduto si effettua solo per i denti permanenti; i denti da latte, invece, non devono essere riposizionati nell’osso, perché si potrebbero danneggiare i denti permanenti sottostanti, ancora in formazione.

Quali sono le possibili conseguenze di un trauma dentale?

Un dente che ha subito un trauma, anche senza frattura, potrebbe comportarsi in modo imprevedibile. Le possibili conseguenze sono:

  • Una perdita di vitalità, anche a distanza di molti anni, che si associa ad un cambiamento di colore del dente, tendente al grigio. In questo caso sarà necessaria una devitalizzazione, ovvero una pulizia dell’interno del dente e una successiva copertura del dente per rafforzarlo;
  • Un riassorbimento della radice dell’osso, con possibile necessità di estrarre il dente;
  • Un’anchilosi, ovvero una situazione in cui il dente si lega all’osso e, nel caso di ragazzi in crescita, può bloccare lo sviluppo dell’osso circostante.

Pertanto, dopo un trauma dentale è fondamentale mantenere un monitoraggio costante nel tempo.

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