Quali sono i trattamenti ortodontici per l’adolescente?

Esiste un momento ideale per correggere i problemi estetici e funzionali della bocca? L’adolescenza rappresenta un periodo molto favorevole per la correzione delle malocclusioni più comuni. Inoltre la fase prepuberale (intorno ai 12/13 anni) rappresenta in molti casi il periodo giusto per finalizzare eventuali cure iniziate in età infantile. Il trattamento ortodontico in età adolescenziale è difatti di grande importanza per ottenere un’occlusione che risulti esteticamente e funzionalmente soddisfacente e stabile il più a lungo possibile. Trattamento che ha lo scopo quindi non soltanto di conferire al volto un aspetto quanto più gradevole, ma anche di:

  1. stabilizzare l’occlusione a livello delle arcate dentarie;
  2. facilitare le pratiche di igiene orale;
  3. posizionare la lingua in modo corretto;
  4. permettere una corretta masticazione.

Trattamenti ortodontici in età adolescenziale: quali sono gli obiettivi?

L’adolescenza, età compresa tra i 12 e i 18 anni, è un periodo di cambiamenti notevoli nello sviluppo del corpo, compresi quelli delle ossa mascellari e della dentatura. In questi anni si passa dalla dentatura mista (con la presenza contemporanea di denti da latte e permanenti) alla dentatura definitiva. Inoltre, la fine della crescita delle ossa mascellari può comportare alcune variazioni nell’estetica del viso. Per questo, durante il cosiddetto “picco di crescita”, sarebbe opportuno fissare una visita dall’ortodontista. Durante il controllo lo specialista esegue un’attenta valutazione e, in caso di necessità, può richiedere esami aggiuntivi al fine di formulare un piano di trattamento opportuno. Per chi ha già intrapreso un percorso terapeutico in età infantile, l’ortodontista può valutare la necessità di concluderlo.

In fase adolescenziale gli obiettivi dei trattamenti ortodontici riguardano:

  • l’ottimizzazione dell’allineamento dentale, per avere un sorriso armonioso ed effettuare una corretta igiene orale;
  • il miglioramento della modalità di combaciamento dei denti, per favorire stabilità alla masticazione.

Ortodonzia dell’adolescente: quali sono le principali problematiche e risoluzioni?

Quando la dentizione da latte lascia spazio a quella permanente, l’ortodonzia correttiva prende il posto di quella intercettiva. Ma quali sono i suoi principali obiettivi? 

  • Correggere definitivamente i difetti di posizionamento e di allineamento dei denti;
  • risolvere i rapporti occlusali scorretti eventualmente esistenti tra le due arcate, quella superiore e quella inferiore.

Esaminiamo passo dopo passo le malocclusioni più frequenti nel periodo adolescenziale e le principali risoluzioni.

Denti sporgenti

In condizioni ideali, i denti incisivi superiori dovrebbero poggiare sui denti incisivi inferiori. Quando però è presente un distanziamento tra le due arcate, ci si trova di fronte a un’occlusione non ideale che può avere conseguenze funzionali, oltre che estetiche. Questo tipo di  malocclusione, definita seconda classe, può essere dovuta ad un’anomala posizione dei denti, ma più spesso può essere conseguenza di un rapporto scorretto fra l’osso mascellare e quello mandibolare con ripercussioni negative sul profilo del giovane paziente.

Quando intervenire per migliorare la funzione orale ed estetica? Il trattamento ortodontico dei denti sporgenti di II Classe ha grande efficacia quando ragazzi e ragazze si trovano nel picco puberale: intorno ai 12-13 anni i primi, verso i 10-12 anni le seconde. In quegli anni è possibile sfruttare la naturale accelerazione della crescita ossea. Ma qual è il trattamento ortodontico per i denti sporgenti?

  • Soluzione ortodontica: quando l’anomalia non è grave, può essere corretta con l’apparecchio ortodontico e l’utilizzo di elastici, molle, apparecchi distalizzanti ed estrazioni, per ottenere un corretto ingranaggio dei denti.
  • Soluzione ortodontico-chirurgica: nei casi più gravi l’ortodonzia viene completata da un intervento chirurgico, finalizzato a riportare le ossa nella posizione ideale.

Affollamento dentale

Si parla di affollamento dentale quando i denti si presentano non allineati, ruotati, accavallati o disordinati. Ma cos’è di preciso l’affollamento dentale? Si verifica comunemente quando vi è Una sproporzione tra le arcate dentali e la dimensione dei denti, ovvero una mancata corrispondenza tra la somma delle dimensioni dei singoli denti (lo spazio richiesto) e le dimensioni dell’osso che dovrebbe contenerli (lo spazio disponibile).

Il paziente adolescente può presentare denti grandi con arcate normali oppure denti normali con arcate strette. Inoltre, quando i denti non trovano spazio possono erompere ruotati o in posizione anomala (nel palato o verso l’esterno), determinando problemi funzionali ed estetici. Come intervenire per correggere l’occlusione e ottenere un significativo miglioramento del sorriso? Il trattamento ortodontico in questo caso può riportare in equilibrio lo spazio richiesto e lo spazio disponibile tramite un’apparecchiatura, per spostare i denti al posto giusto e allinearli. Le procedure per equilibrare spazio disponibile e spazio richiesto sono due:

  • aumentare lo spazio disponibile con l’espansione delle arcate, sia trasversalmente che in direzione antero-posteriore;
  • ridurre lo spazio richiesto tramite l’estrazione di alcuni denti.

Quest’ultima procedura potrebbe spaventare il giovane paziente o i suoi genitori, ma in realtà consente di risolvere le problematiche interne alla bocca senza deformarne l’involucro esterno: la parte inferiore del viso che, insieme agli occhi, è uno dei tratti che caratterizza maggiormente ogni soggetto. L’attrattività di un viso è data, infatti, dall’equilibrio armonico tra le sue componenti: occhi, naso e bocca.

Morso coperto

In una situazione normale i denti superiori si appoggiano sugli incisivi inferiori coprendoli circa di 2 mm, come se fossero il coperchio di una scatola. Quando però gli incisivi superiori coprono gli inferiori per più di 4 mm, si parla di morso coperto morso profondo: una malocclusione che può comportare alterazioni funzionali, parodontali ed estetiche. La sua causa principale è un’anomalia scheletrica che può determinare lo sviluppo sproporzionato di un’arcata rispetto all’altra. Inoltre, ci sono altri fattori che possono influenzare questa condizione: il bruxismo, i traumi alle arcate dentali  o la mancanza di contatto con i denti antagonisti che provoca sovraestrusione.

Durante l’adolescenza è possibile correggere il morso coperto ricorrendo all’apparecchio ortodontico (fisso multibrackets o mediante allineatori trasparenti), che permette di correggere questo difetto, riportare le arcate nel giusto allineamento e azzerare gli effetti della malocclusione.

Sorriso Gengivale

Esiste un sorriso ideale? Un sorriso può essere considerato ideale quando il labbro superiore si solleva fino a esporre circa 3 mm di gengiva sopra i denti incisivi. Ma un’esposizione gengivale maggiore di 3 mm comporta il cosiddetto “sorriso gengivale”, noto anche come “gummy smile”. Una situazione in cui, mentre si sorride, è possibile notare una disarmonia tra la componente gengivale e quella dentale che fa apparire i denti più piccoli.

Quali sono i fattori responsabili del sorriso gengivale?

  • Gengiva: l’assenza di eruzione passiva, cioè del processo naturale che si verifica quando la gengiva, durante l’eruzione del dente, si ritrae scoprendo l’intera corona del dente dà come risultato un’eccessiva quantità di gengiva con una ridotta esposizione dell’elemento dentario.
  • Osso: un’eccessiva sporgenza o un’eccessiva crescita verticale dell’osso mascellare.
  • Muscoli: un problema di natura muscolare, come l’iperattività del muscolo elevatore del labbro superiore.
  • Denti: la posizione e la dimensione dei denti che possono essere iperestrusi (ovvero ipererotti in arcata per mancanza di contatto con i denti antagonisti) oppure più piccoli.

In base alla causa e alla diagnosi, l’ortodontista potrà indicare la soluzione terapeutica più adatta al singolo caso. Per esempio, una crescita in eccesso dell’osso mascellare richiede un controllo ortopedico verticale, mentre un’elevata motilità del labbro superiore può essere controllata con iniezioni di botulino. Oppure ancora, un difetto di eruzione passiva può essere corretto con un intervento sui tessuti parodontali. Sulla base di quanto detto è possibile comprendere come il trattamento del gummy smile richieda spesso un approccio multidisciplinare: ortodonzia, chirurgia mucogengivale, odontoiatria estetica e chirurgia ortognatica. Inoltre, in dentatura permanente il trattamento ortodontico può prevedere l’utilizzo di apparecchi fissi associati alle estrazioni dei premolari o all’utilizzo di miniviti.

Morso inverso anteriore

Quando i denti incisivi inferiori sono in avanti rispetto agli incisivi superiori, si verifica il cosiddetto morso inverso anteriore, detto anche morso crociato anteriore. I soggetti interessati spesso presentano una ricorrenza familiare della malocclusione, segno di una forte componente genetica.

Nell’adolescente il morso inverso può essere di natura dentale o scheletrica. Quali sono le cause d’origine?

  • La causa del morso inverso di natura principalmente dentale è da attribuire a un’alterazione della traiettoria di eruzione dei denti incisivi permanenti.
  • La causa del morso inverso di natura dento-scheletrica, ovvero una malocclusione di III classe, può essere invece una crescita mandibolare eccessiva in compresenza oppure no di una crescita mascellare deficitaria.

Come è possibile intervenire in queste situazioni? In caso di morso inverso di natura principalmente dentale, è consigliabile un intervento precoce, volto a escludere usure dentali, problemi gengivali e recessioni o, più a lungo termine, alterazioni della crescita scheletrica (ad un’alterata funzione corrisponde un alterato sviluppo). Anche in caso di morso inverso di natura scheletrica sarebbe opportuno intervenire precocemente, al fine di reindirizzare la crescita verso la corretta direzione. Una volta normalizzata la crescita e ultimata la permuta dentale (dopo circa i 13 anni), l’ortodontista va a rifinire l’occlusione mediante un apparecchio fisso per ottimizzare l’allineamento e gli incastri dentali.

Bisognerebbe considerare anche l’eventualità che, durante il picco di crescita, il morso inverso possa riproporsi. Talvolta, infatti, la mandibola è geneticamente predisposta a una crescita eccessiva. Ma poiché risulta difficile contrastarla con gli apparecchi ortodontici, sarebbe preferibile mantenersi cauti e optare o per il monitoraggio del paziente fino a completa maturità ossea o per brevi trattamenti di allineamento dei denti; dopo i 18 anni, quindi, proseguire con un trattamento ortodontico-chirurgico.

Canini inclusi

Il canino superiore di solito è l’ultimo dente a erompere in arcata. In alcune situazioni può non completare il suo tragitto di eruzione e rimanere all’interno dell’osso. Nella maggior parte dei casi si tratta di un’inclusione palatale, ovvero verso la parte interna dell’arcata. Solo nel 15% dei casi il dente risulta incluso in posizione vestibolare, ovvero verso la guancia. Sia nella prima che nella seconda ipotesi, si parla di canino incluso. Ma quali sono le cause che generano questo evento?

  • Un affollamento dentale considerevole;
  • un tragitto eruttivo scorretto del dente;
  • anomalie della radice del canino;
  • problematiche legate agli incisivi laterali che possono presentarsi più piccoli (in questo caso si parla di “microdonzia”), mancare o non essersi formati (in questo secondo caso si parla di “agenesia”).

Qual è il procedimento tramite cui correggere l’inclusione del canino?

  • L’ortodontista può intercettare o evitare l’inclusione ossea canina mediante una diagnosi precoce. È possibile effettuare un’estrazione anticipata del dente da latte corrispondente durante il periodo della permuta, ovvero tra i 9 e i 12 anni. In questo modo, si crea una zona di minore resistenza, dove il dente a rischio di inclusione può incanalarsi più facilmente. Inoltre, dopo un’attenta valutazione, si potrebbe considerare la possibilità di integrare la procedura con una terapia con apparecchio ortodontico fisso, per creare lo spazio in arcata e consentire al canino di modificare il suo tragitto di eruzione.
  • Qualora il paziente avesse già completato la permuta dentale, di solito si procede con la disinclusione ortodontica del dente: il trattamento rende necessario eseguire un accesso chirurgico al dente, per poter posizionare un bottone ortodontico sulla corona del dente e liberare parte del tragitto che dovrà compiere il canino. Successivamente, viene applicata una forza ortodontica in grado di riportare gradualmente il dente in arcata senza danneggiare i denti adiacenti e i tessuti molli circostanti (gengiva).

Adolescenza: perché è un momento ideale per i trattamenti ortodontici?

Il periodo adolescenziale rappresenta un momento ideale per effettuare un trattamento ortodontico o per finalizzare le terapie iniziate in dentatura mista. Come abbiamo visto, tutti i denti si trovano in arcata e il picco di crescita tipico di questi anni così delicati favorisce una risposta più rapida ai dispositivi ortodontici applicati. Ogni caso ortodontico presenta indubbiamente le sue peculiarità, ma l’impegno dell’ortodontista, in questa fase, si traduce nella formulazione di un piano di trattamento corretto e su misura, per permettere al giovane paziente di raggiungere un importante obiettivo: un sorriso sano in un viso armonioso, aspetto senza dubbio non irrilevante e che può di certo aiutarlo ad accrescere la propria autostima.

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