HomeOdontoiatria PediatricaCos’è e come avviene la sigillatura dei molari? Perché è importante?

Cos’è e come avviene la sigillatura dei molari? Perché è importante?

La sigillatura dei molari è una procedura di prevenzione della carie, che viene effettuata sulla superficie masticatoria dei molari permanenti. Consiste nell’applicazione di una resina fluida, il sigillante, sui solchi dei molari, in modo da rendere queste aree inattaccabili da parte dei batteri responsabili della carie. Ad oggi è una metodica di prevenzione conosciuta e applicata in tutto il mondo. 

Perché è importante sigillare i molari?

I molari sono i denti più esposti al rischio di carie per quattro motivi fondamentali:

  • presentano profondi solchi e fossette, al cui interno può infiltrarsi, rimanere intrappolata e proliferare la placca batterica;
  • erompono già intorno ai 6 anni, un’età in cui i piccoli pazienti non sono ancora molto abili nello spazzolamento;
  • si trovano posteriormente in una posizione poco agevole da raggiungere con lo spazzolino;

Per queste ragioni, è importante sigillare i molari durante l’età evolutiva.

A chi è rivolta la sigillatura dei molari? 

Le Linee Guida del Ministero della Salute raccomandano le sigillature a tutti i bambini e, in particolare, ai pazienti in trattamento con apparecchi ortodontici o ad alto rischio di carie

A che età è corretto effettuare la sigillatura dei molari?

I solchi dei molari permanenti rimangono ad alto rischio di carie per quattro anni circa dopo l’eruzione (Azarpazhooh & Main, 2008), anche se questo dato può avere una valenza relativa a causa della variabilità del rischio al quale ogni soggetto è sottoposto durante l’arco della vita. Per questo è importante intervenire precocemente, all’uscita dei primi molari permanenti, circa a 6 anni di età. Si può proseguire con una seconda sigillatura nei bambini verso i 12 anni, quando spuntano i secondi molari.

Quanto dura l’effetto preventivo della sigillatura?

Secondo le Linee Guida del Ministero della Salute, l’effetto preventivo della sigillatura dei primi molari permanenti si attesta all’87,1% valutata a tre anni dalla sua applicazione, al 76.3% a quattro anni e al 65.0% a nove anni.

Come vengono sigillati i molari?

La sigillatura dei molari è una procedura semplice, rapida, non invasiva e assolutamente indolore. Consiste nella chiusura meccanica delle irregolarità dello smalto dentario presenti principalmente sulla porzione masticante dei molari, in alcuni casi, dei premolari e della superficie palatale dei denti anteriori. Il tutto per impedire la colonizzazione batterica dei solchi e delle fessure.

La sigillatura viene eseguita senza richiedere l’anestesia e l’uso del “trapano”. Infatti, il sigillante viene fatto scivolare con un pennellino nei solchi, precedentemente lavati, ripuliti e asciugati, e poi indurito con un’apposita lampada che lo farà aderire allo smalto dei denti.

Il protocollo comune prevede:

  • la detersione del dente con pasta pomice;
  • l’isolamento del dente da sigillare;
  • la mordenzatura con acido ortofosforico;
  • il lavaggio e l’asciugatura della superficie;
  • l’applicazione del sigillante più adeguato;
  • la polimerizzazione, ovvero l’indurimento del materiale sigillante con una apposita lampada.
sigillatura dei molari

È una procedura sicura?

La resina utilizzata per le sigillature è un materiale sicuro, che rilascia fluoro, con funzione protettiva verso la carie. Non rilascia quindi alcuna sostanza tossica, né al momento dell’applicazione né nel lungo periodo. 

In un paziente collaborante, il tempo medio per completare una sigillatura è di circa dieci minuti. Per queste ragioni, si tratta di una procedura facilmente sopportabile dai bambini e può essere un ottimo modo per far avvicinare senza timore i piccoli alle cure odontoiatriche.

Quali sono i sigillanti più utilizzati?

La scelta del materiale è molto importante per la buona riuscita della sigillatura. Quelli più diffusi sono i sigillanti a base resinosa e i sigillanti vetroionomerici.

  • I sigillanti a base resinosa, grazie agli ottimi valori di ritenzione, sono sicuramente il materiale di prima scelta nell’esecuzione di una sigillatura, ma possono essere influenzati dall’umidità.
  • I sigillanti vetroionomerici convenzionali, al contrario, non sono influenzati dall’umidità; si legano allo smalto mediante una reazione chimica e rilasciano fluoro. Tuttavia, hanno una scarsa ritenzione rispetto a quelli a base resinosa. Questo permette di considerarne l’utilizzo solo nei casi in cui non sia possibile ottenere un adeguato controllo dell’umidità (per esempio, nel caso di denti poco erotti).

Quanto dura una sigillatura?

La sigillatura dei denti non è permanente, ma nel corso degli anni si consuma in modo fisiologico a causa della masticazione. Inoltre, l’abitudine di masticare gomme e caramelle gommose può accelerarne l’erosione e il distacco. In ogni caso, sono raccomandati controlli periodici dal proprio dentista che potrà verificare lo stato delle sigillature e, se necessario, sostituirle.

Le sigillature sono efficaci nella prevenzione della carie?

La sigillatura dei solchi è un presidio preventivo e protettivo di sicura efficacia, se associato a:

L’efficacia delle sigillature nel prevenire la carie è massima se queste vengono applicate subito dopo l’eruzione del dente definitivo (nel caso dei primi molari permanenti, il momento ideale per la sigillatura è tra il sesto e il settimo anno), per via della maggior suscettibilità alla malattia del dente appena erotto. Suscettibilità che persiste per i primi due anni circa. 

Secondo uno studio della American Association of Pediatric Dentistry, l’incidenza di carie nei pazienti che hanno ricevuto le sigillature è pari al 29%, mentre nei pazienti non trattati con le sigillature supera il 70%.

Come trattare i denti sigillati?

È molto importante che la sigillatura dei denti non venga vista come un’esenzione dalle normali pratiche di igiene orale. I denti sigillati devono comunque essere sottoposti ad un’accurata detersione quotidiana: l’efficacia della procedura è garantita solo se inserita all’interno di una strategia complessiva che preveda un corretto apporto di fluoro, una corretta igiene orale, una dieta povera di carboidrati fermentabili e controlli periodici odontoiatrici.

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