Prevenzione ortodontica: quali sono i comportamenti che agevolano la salute orale?

Avere un bel sorriso non è solo una questione estetica, ma anche di salute. Il benessere fisico di tutto il corpo passa anche attraverso una bocca sana e curata. Per preservarla bisognerebbe prendersene cura fin da piccoli e proseguire da adulti. Ma come riuscire in questo obiettivo? Tramite la prevenzione orale, che comprende le cure, le attenzioni e le buone abitudini che aiutano a mantenere in salute i denti e la bocca. In campo odontoiatrico, la sorveglianza e l’attento monitoraggio da parte del pediatra di famiglia, del pedodontista e dell’ortodontista sono condizioni indispensabili. Possono infatti prevenire e intercettare precocemente problematiche che risulterebbero complicate se non affrontate in fase evolutiva iniziale, riducendo la durata e la difficoltà del trattamento ortodontico successivo.

Prevenzione ortodontica: perché è così importante?

La prevenzione ortodontica consente di prevenire o individuare precocemente (già in età evolutiva) i problemi dentali e le malocclusioni. Proprio per questo, sarebbe opportuno iniziare con la prevenzione ortodontica il prima possibile. Gli specialisti consigliano di eseguire la prima visita ortodontica entro i 6 anni, per poter avere, in caso di necessità, una diagnosi tempestiva e un’eventuale terapia. 

Oggi i notevoli passi avanti compiuti in ambito ortodontico permettono di risolvere le malocclusioni anche da adulti. È certo però che un’intercettazione precoce di una problematica ortodontica in fase evolutiva risulta più efficace per: 

  • correggere problematiche scheletriche;
  • ottenere risultati più stabili nel tempo;
  • ridurre sensibilmente la durata e l’entità di un trattamento ortodontico convenzionale in dentatura permanente.  

Prevenzione primaria, secondaria e terziaria: cosa sono? 

In ambito sanitario, la prevenzione si divide in:

  • Prevenzione primaria: agisce sul soggetto sano promuovendo l’adozione di comportamenti corretti che hanno il fine di prevenire l’insorgere di malattie e disfunzioni. All’interno della prevenzione primaria rientrano: 
    1. l’insegnamento delle sane abitudini alimentari e delle abitudini corrette di igiene orale;
    2. l’educazione allo sport e al movimento per mantenere in salute il corpo.
  • Prevenzione secondaria: consiste in un intervento di secondo livello che permette di diagnosticare precocemente un problema, una malattia o una disfunzione. Per esempio, il controllo periodico dall’odontoiatra consente di intercettare carie, infiammazioni gengivali, problemi masticatori o abitudini viziate prima che determinino lesioni irreversibili.
  • Prevenzione terziaria: è correlata a malattie ben conosciute, per le quali esistono vaccini o sistemi di monitoraggio dell’andamento stesso della malattia.

La prevenzione ortodontica primaria: quanto conta l’igiene orale?

Nell’ambito della prevenzione ortodontica primaria, odontoiatri e igienisti dentali sostengono l’importanza di una corretta igiene orale. Non appena spunta il primo dente deciduo, più comunemente conosciuto come dente da latte, gli specialisti consigliano ai genitori di usare inizialmente una garzina e successivamente lo spazzolino, così che il bambino possa abituarsi a lavare i denti più volte al giorno fin da piccolo. Via via che cresce, acquisirà maggiore consapevolezza sui movimenti e le tecniche di spazzolamento, perseguendo quotidianamente l’obiettivo di mantenere la sua bocca sana e pulita. Anche in questa fase il dentista e l’igienista continuano a vigilare sul livello di igiene orale del paziente. Il monitoraggio consente infatti di poter escludere o ridurre il rischio di carie e infiammazioni. 

In base alla valutazione del rischio di carie, possono essere attivate delle manovre preventive per aumentare il livello di protezione del dente. Tra queste rientrano: i consigli alimentari, le applicazioni di fluoro o di vernici fluorate e l’esecuzione delle sigillature. Quest’ultime hanno la potenzialità di prevenire le carie sulle superfici occlusali dei molari e premolari permanenti grazie all’applicazione di vernici. Queste appiattiscono i solchi e impediscono che nelle fessure dei denti possano penetrare batteri in grado di aggredire lo smalto e la dentina. 

La prevenzione ortodontica secondaria

Nella maggior parte dei casi, sarebbe opportuno fissare un primo controllo ortodontico specialistico intorno ai 6 anni. Durante la visita l’ortodontista mette in pratica alcune manovre di prevenzione secondaria: intercetta in tempo eventuali malocclusioni, disfunzioni, abitudini viziate e anomalie di crescita. Se, da un lato, è possibile correggere le malocclusioni e le anomalie della crescita durante tutto l’arco di vita del paziente, dall’altro, diagnosticare e intercettare precocemente una problematica, può consentire di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo biologico. Inoltre, garantire il corretto sviluppo dei denti in età pediatrica contribuisce a un’occlusione stabile, funzionale ed esteticamente armonica.  

Come prevenire le malocclusioni? I compiti dell’ortodontista

La bellezza e l’armonia del sorriso dipendono anche dalla struttura ossea della bocca. Le ossa che compongono lo scheletro della bocca sono due: 

  • il mascellare superiore: compone la parte mediana del viso e “contiene” i denti dell’arcata superiore; 
  • la mandibola: forma la parte inferiore del viso e porta i denti dell’arcata inferiore.  

In una bocca armoniosa i due mascellari si sviluppano in modo simmetrico e proporzionato nei tre piani dello spazio (verticale, sagittale e trasverso) ed esiste un buon equilibrio funzionale e muscolare. La crescita asincrona e discrepante tra i mascellari, invece, causa dismorfosi e malocclusioni. Ecco perché durante le visite di controllo periodiche, l’ortodontista monitora determinati parametri per prevenire le malocclusioni o un loro peggioramento. Più nello specifico, l’ortodontista: 

  • Si assicura che la dentizione e la permuta stia avvenendo in modo regolare, per quanto individualizzato. Inoltre, controlla il modello di crescita dei mascellari per stabilire il momento in cui intervenire più efficientemente in base al tipo di disarmonia. 
  • Valuta le armonie e le disarmonie estetiche per poter indirizzare le proprie scelte terapeutiche. 
  • Si accerta che la maturazione delle funzioni della bocca e della lingua (deglutizione, fonazione e masticazione) avvengano in modo corretto.
  • Intercetta eventuali comportamenti viziati che possono interferire con il corretto sviluppo dell’apparato masticatorio. Per esempio, la suzione non nutritiva, il succhiamento del pollice, del labbro o del ciuccio, la deglutizione atipica, il bruxismo e le apnee notturne. 
  • Si occupa di trasmettere ai pazienti cariorecettivi, ovvero predisposti alla carie, l’importanza di acquisire e mantenere buone abitudini di igiene orale. Inoltre, in presenza di denti danneggiati dalla carie, l’ortodontista può decidere se curarli o estrarli. 
  • Valuta la necessità di un intervento per ridurre il rischio di traumi nei pazienti che presentano denti sporgenti
  • Stabilisce un ordine prioritario dei problemi in base alla loro gravità e alla possibilità di risolvere con le terapie adeguate.
  • Informa il paziente o il genitore sugli obiettivi a breve e lungo termine del trattamento, avendo cura di essere preciso in merito al trattamento e alle finalità che potranno essere raggiunte.

Prevenzione ortodontica terziaria: il monitoraggio e le visite periodiche

L’ortodontista, mediante un attento monitoraggio e visite periodiche, può tenere sotto controllo per anni la malocclusione di un piccolo paziente, senza intervenire direttamente. Questo succede quando lo specialista è consapevole di poterla risolvere efficacemente una volta che il bambino avrà ultimato la dentizione permanente, quindi tra i 12 e i 14 anni. In questi casi, solitamente, il bambino viene inserito in un programma di monitoraggio che può prevedere dei controlli dallo specialista ogni 6/12 mesi, in attesa del momento più adatto per procedere con il trattamento ortodontico. Altre volte, invece, l’ortodontista può prevedere di intervenire sul piccolo paziente con diverse fasi terapeutiche, studiate e pianificate nel dettaglio in base all’obiettivo finale. Inoltre, durante il percorso terapeutico lo specialista cerca di rendere chiari al paziente o al genitore le eventuali criticità e i progressi raggiunti.

Perché la prevenzione è il primo passo per un sorriso migliore?

Intercettare precocemente una malocclusione può aiutare il giovane paziente in crescita. Infatti, intervenire nel modo più appropriato e con i giusti tempi, può consentire di correggere un difetto che, se non curato, potrebbe avere ripercussioni negative una volta adulto. Inoltre, il monitoraggio costante effettuato dall’ortodontista può rivelarsi fondamentale per prevenire la comparsa di ulteriori problematiche della bocca o, in caso di necessità, per individuare il trattamento più vantaggioso per ciascun paziente. Il beneficio che potrà ottenere sarà biologico, poiché impiegherà uno sforzo correttivo minore, ma anche economico, poiché investirà meno tempo e meno risorse in futuro. 

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