OSAS, conosci i disturbi respiratori del sonno nei bambini?

Sapevi che l’1-5% dei bambini è affetto da apnee del sonno? Per esempio, il tuo bambino russa spesso di notte e fa fatica a concentrarsi durante il giorno? Probabilmente soffre della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS): in cosa consiste?

OSAS: cosa sono?

Le OSAS (acronimo inglese di Obstructive Sleep Apnea Syndrome) sono pause periodiche della respirazione durante il sonno che durano una decina di secondi o, al massimo, qualche minuto. Si tratta di una disfunzione delle vie aree superiori, caratterizzate da un’ostruzione del flusso d’aria, prolungata o intermittente. Il bambino che ne soffre può avere un sonno frammentato da risvegli parziali di cui non è consapevole. Infatti, le apnee notturne non gli permettono di raggiungere il sonno profondo e possono causare sonnolenza durante il giorno.

Quali sono i fattori di rischio delle OSAS?

Alcune caratteristiche aumentano le probabilità che il bambino soffra di apnee durante il sonno. Tra i fattori di rischio più comuni:

  • Tonsille e/o adenoidi ingrossate (per la presenza di allergie o infezioni delle vie respiratorie) che possono ostruire la gola;
  • Obesità al 35%-45%.

Invece, tra i fattori di rischio meno frequenti rientrano:

  • Sindromi cranio-facciali (Pierre Robin, Sindrome di Down ecc.);
  • Patologie neuromuscolari;
  • Anomalie del volto o della gola come, per esempio, il mento arretrato a causa di una mandibola poco sviluppata, di macroglossia (ovvero la lingua grande), palato stretto o palatoschisi (ovvero la fessurazione del palato duro e molle);
  • Stati infiammatori cronici (asma e riniti allergiche croniche).

Inoltre, nei bambini affetti da OSAS è possibile riscontrare con più frequenza alcune caratteristiche facciali e della bocca come:

  • incompetenza labiale;
  • palato stretto;
  • affollamento dentale;
  • denti sporgenti;
  • mento arretrato;
  • morso aperto (quando i denti non entrano in contatto tra di loro).

Come si manifestano le OSAS?

Tra i segni più evidenti delle OSAS rientra sicuramente il russamento abituale e persistente. Inoltre, è possibile suddividere i sintomi notturni da quelli diurni.

Sintomi diurni:

  • Sonnolenza;
  • Cefalee Mattutine;
  • Iperattività;
  • Irritabilità;
  • Scarso Apprendimento;
  • Raucedine (ovvero quando il timbro della voce diventa aspro e il tono più basso);
  • Respirazione Orale.

Sintomi notturni:

  • Apnee constate dal genitore;
  • Sudorazione notturna;
  • Enuresi (ovvero la perdita involontaria e completa di urina durante il sonno);
  • Incubi;
  • Iperestensione del collo;
  • Risvegli frequenti;
  • Respirazione rumorosa;
  • Bruxismo.

Quali sono le conseguenze delle apnee notturne non trattate?

Nonostante la sindrome delle apnee del sonno sia notevolmente diffusa tra la popolazione infantile, spesso questo disturbo non viene diagnostico o trattato adeguatamente. In questo caso le conseguenze possono essere:

  • scarsa resa scolastica;
  • sonnolenza diurna;
  • problemi comportamentali;
  • deficit di crescita staturale;
  • cefalea mattutina;
  • aumentato rischio di otiti e di patologie cardiovascolari.

Perché è molto importante diagnosticare le OSAS in età pediatrica?

Una diagnosi precoce effettuata in età pediatrica, ovvero quando il bambino ha tra i 2-6 anni, presenta diversi benefici: da un lato, riduce il rischio di sviluppare gravi disturbi respiratori da ostruzione in età adulta; dall’altro, evita che si sviluppino:

  • disordini neurocognitivi e comportamentali;
  • patologie cardiovascolari, polmonari e metaboliche.

Perché quella delle OSAS è una diagnosi multidisciplinare?

Per inquadrare correttamente il bambino affetto dai disturbi respiratori del sonno è necessario un approccio diagnostico mirato, che spesso si avvale della collaborazione di figure diverse: ecco perché si parla di diagnosi multidisciplinare. I professionisti di riferimento sono: i pediatri, gli otorinolaringoiatri, gli pneumologi e gli ortodontisti.

Il percorso terapeutico delle OSAS

Quando, da genitore, ci si accorge della presenza dei sintomi riportati prima, bisogna rivolgersi al pediatra. Il medico raccoglierà le informazioni cliniche tramite questionari e, se lo riterrà necessario, procederà ad alcune indagini strumentali: la pulsossimetria notturna (ovvero un esame di screening che permette di registrare la saturazione di ossigeno nel sangue) e la polisonnografia (un accertamento che consente di registrare l’andamento del sonno). I criteri diagnostici per i quali un bambino viene considerato affetto da OSAS sono: la presenza di un AHI (Indice di Apnea Ipopnea) maggiore di 1, un nadir SpO2 (ovvero la saturazione di ossigeno del sangue) di almeno il 92%, in presenza di un russamento abituale e dei sintomi diurni.

Dopo queste indagini, il medico potrà indicare al genitore il trattamento più adeguato o lo inviterà a rivolgersi al professionista più indicato per:

  • un programma di perdita di peso, se il bambino è in sovrappeso;
  • la cura di eventuali riniti allergiche;
  • la terapia ortodontica: durante la visita specialistica, l’ortodontista può integrare le procedure di screening dei problemi respiratori del bambino, affrontando il caso in sinergia con un team di esperti del settore. Quando il bambino affetto da OSAS ha il mento arretrato o il palato stretto, il trattamento ortodontico si basa su:
    • l’utilizzo dell’attivatore mandibolare (fig. 1), ovvero un apparecchio che favorisce la crescita e l’avanzamento della mandibola;
    • l’espansione rapida del mascellare superiore, tramite un dispositivo che è l’espansore palatale rapido (fig.2). Modificando la struttura anatomica, la terapia ortodontica di espansione rapida del palato permette un miglioramento funzionale nei piccoli pazienti affetti da questi disturbi respiratori.

Può rivelarsi molto utile associare al trattamento ortodontico la terapia miofunzionale, una terapia logopedica di rieducazione o educazione delle funzioni orali, per favorire il ripristino della respirazione nasale e mantenere i benefici e i risultati raggiunti con il trattamento ortodontico.

Oltre a questi trattamenti, per i bambini interessati da ipertrofia adenotonsillare (ovvero, quando adenoidi e tonsille sono ingrossate), una delle scelte terapeutiche d’elezione può essere l’adenotonsillectomia: una procedura chirurgica mediante la quale vengono rimosse tonsille e adenoidi per migliorare e facilitare la respirazione del bambino. Questa scelta viene utilizzata molto frequentemente nei casi di apnee notturne moderate o severe, con un AHI superiore a 5. Quando la terapia chirurgica non ha un esito completamente positivo oppure quando non è possibile intervenire chirurgicamente, un’altra opzione è quella della ventilazione meccanica con dispositivi appositi come la CPAP nasale: un compressore che spinge l’aria in una maschera che viene indossata sopra il naso durante il sonno per impedire il collasso delle vie respiratorie.

Le apnee notturne influenzano la qualità della vita del bambino e possono ostacolarne la crescita e, nel tempo, causare ipertensione e rischio maggiore di malattie del cuore. Per questo è importante rivolgersi al pediatra e poi allo specialista per diagnosticare e trattare adeguatamente le OSAS non appena si constatano i primi sintomi, così da assicurare al proprio bambino un’adeguata qualità di vita.

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