HomeOrtodonziaApparecchio denti prima e dopo: quando il risultato non ti soddisfa

Apparecchio denti prima e dopo: quando il risultato non ti soddisfa

Apparecchio denti prima e dopo: la fase che segue il termine di un percorso ortodontico è estremamente delicata, perché i denti possono tendere naturalmente a ritornare alla posizione iniziale o a spostarsi verso una nuova malposizione. Questa condizione è chiamata recidiva ortodontica e può causare insoddisfazione nel paziente: proprio per questo motivo, la ricerca della stabilità del risultato rappresenta da sempre un obiettivo cruciale per l’ortodontista e un pilastro durante la diagnosi e la progettazione del piano terapeutico ortodontico.

Recidiva ortodontica: quali sono le cause?

I fattori che possono influenzare lo spostamento dei denti sono molteplici:

  • MEMORIA DEI TESSUTI PARODONTALI

I tessuti di sostegno dei denti (tessuti parodontali) vengono modificati durante il trattamento ortodontico, ma conservano una sorta di “memoria elastica”, che tende a riportare i denti alla loro posizione originaria. Questa condizione può verificarsi soprattutto quando i denti, prima del trattamento, presentano una marcata rotazione sul proprio asse e, dopo il loro allineamento, proprio per l’effetto elastico delle fibre parodontali che li collegano all’osso, sono sollecitati a spostarsi nuovamente.

  • PERSISTENZA DI ABITUDINI VIZIATE

I denti subiscono la pressione fisiologica da parte dei muscoli delle labbra, della lingua e delle guance: solitamente, tali forze agiscono bilanciandosi tra loro, tuttavia, quando questo equilibrio viene meno a causa di fattori non fisiologici, i denti sono sollecitati a spostarsi. Alcune abitudini viziate, come per esempio l’interposizione della lingua o del labbro tra le arcate, la deglutizione atipica e il succhiamento del dito, possono essere causa primaria di malocclusioni. La loro persistenza, anche dopo la cura ortodontica, crea i presupposti per una recidiva ortodontica.

  • CRESCITA RESIDUA

Le malocclusioni sono fortemente influenzate dalla componente scheletrica, rappresentata dalle basi ossee mascellare e mandibolare, sulle quali sono posizionati i denti. Quando il loro sviluppo è alterato o poco armonico, si determina un mancato combaciamento delle arcate dentarie tra loro. La terapia ortodontica, entro certi limiti, può intercettare tali anomalie e indirizzare la crescita dei mascellari, correggere il disallineamento dentale e ottenere una buona occlusione già in un trattamento di prima fase in età pediatrica. Tuttavia, la crescita e lo sviluppo delle basi ossee potrebbe, negli anni successivi alla terapia, esprimersi ancora in modo svantaggioso e modificare l’occlusione ottenuta.

  • FATTORI LEGATI ALL’ETÀ

Esistono altri fattori, legati allo sviluppo facciale, all’eruzione di nuovi denti (come i denti del giudizio) o ad altre variazioni fisiologiche che riguardano i tessuti molli che circondano la dentatura, che, nel corso degli anni, possono determinare cambiamenti dei rapporti dentali e quindi possono modificare la posizione dei denti.  I denti, infatti, si trovano in un ambiente biologico in continuo mutamento, pertanto, è possibile che si verifichino cambiamenti nella loro posizione nel corso della vita. Tali variazioni sono da considerarsi normali e dipendenti dall’età.

Denti storti dopo l’apparecchio: quale frequenza?

L’incidenza del rischio di recidiva ortodontica è piuttosto variabile e può dipendere da svariati fattori, tra cui:

  • tipo di malocclusione trattata;
  • età del paziente;
  • entità dello spostamento subito dai denti;
  • grado di rotazione dentale corretto dal trattamento;
  • occlusione raggiunta;
  • salute dei tessuti di sostegno dei denti.

Apparecchio denti prima e dopo: come ottenere un risultato stabile

L’obiettivo del trattamento ortodontico è quello di ottenere il miglior risultato possibile da un punto di vista estetico e funzionale, creando i presupposti perché questo si mantenga stabile nel tempo: per questo motivo, è essenziale affidarsi a professionisti che eseguano una diagnosi iniziale molto accurata, valutando attentamente le possibili cause della malocclusione e dedicandosi all’attenta pianificazione della terapia attiva, prevedendo fin dall’inizio una fase di mantenimento, personalizzata in base al singolo caso specifico.

Denti storti dopo l’apparecchio: l’importanza della contenzione

Durante il trattamento ortodontico l’osso intorno ai denti subisce una sorta di rimodellamento, che consente lo spostamento dei denti stessi: sebbene l’occlusione dentale perfettamente ingranata e bilanciata, ottenuta dalla fase attiva della terapia ortodontica, sia di per sé un fattore di stabilità, è fondamentale consolidare il risultato ottenuto con una fase di contenzione, per dare ai tessuti di sostegno dei denti la possibilità di riorganizzarsi e di adattarsi alla nuova posizione.

contenzione ortodontica fissa
Esempio di contenzione ortodontica fissa

Durante la fase di contenzione il paziente è tenuto a indossare dei dispositivi, mobili o fissi, per un tempo variabile e prestabilito. È fondamentale comprendere l’importanza di questa fase, cosiddetta ‘passiva’, e che il paziente segua scrupolosamente le prescrizioni dell’ortodontista eseguendo i controlli di routine, per verificare che tutto proceda correttamente: in questo modo, sarà facile intercettare tempestivamente eventuali variazioni nella posizione dei denti, che potrebbero nel tempo portare a una recidiva ortodontica.

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